Ambienti di apprendimento ibridi per una formazione migliore

Nel contesto degli investimenti del PNRR pensati per l’istruzione -Piano Scuola 4.0- grande importanza viene attribuita alla creazione di ambienti di apprendimento ibridi.

Scenari pedagogici dove nuove metodologie didattiche si integrano in uno spazio tecnologico, ecosistema di grandi trasformazioni digitali.

Il progetto è elaborato principalmente per sopperire alle lacune strutturali della scuola italiana, intrecciando una connessione sempre più stretta col mercato del lavoro.

Le evoluzioni del mondo contemporaneo, del resto, richiedono la necessità di nuove figure professionali e questo cambia inevitabilmente il modo di insegnare.

Sempre più enti collaborano con istituti di formazione per il rinnovamento degli spazi pedagogici.

In questo senso, Mekhan figura in prima linea, con strumenti pedagogici e laboratoriali customizzati messi a disposizione di scuole e istituti di formazione.

Prima di tutto, però, vediamo il modo in cui si realizzano questi ambienti di apprendimento ibridi.

Ambienti di apprendimento ibridi scuola 4.0: spazio dedicato al rinnovamento

Il programma di investimenti considerato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza è ambizioso e variegato.

Sei sono gli obiettivi proposti, tutti scanditi da un rigido cronoprogramma, suddiviso in diversi traguardi qualitativi e quantitativi.

La scuola, ovviamente, è uno dei protagonisti principali.

Tutta la quarta parte prevede il rinnovamento degli spazi scolastici in maniera consona alle trasformazioni digitali e alle nuove esigenze del mercato del lavoro.

Più livelli di rinnovamento degli spazi scolastici

Il rinnovamento avviene su più livelli, indicativi di un approccio più pratico e pragmatico all’insegnamento.

Due parti sono previste dal piano di finanziamento.

  • Next generation classroom: prevede la trasformazione di 100.000 istituti scolastici di primo e secondo grado in ambienti innovativi, con l’introduzione di strumenti scolastici all’avanguardia mutuati dai nuovi ecosistemi tecnologici.
  • Next generation Lab: a far da protagoniste sono le aree laboratoriali, progettate nel contesto delle scuole secondarie di secondo grado e disegnate per le professioni digitali che ritroveremo in futuro.

I fondi per la creazione degli ambienti di apprendimento ibridi

I fondi stanziati per quest’ambizioso progetto di rinnovamento sono tantissimi: poco più di due miliardi in tutto.

Trattandosi di trasformazioni molto minute e sofisticate che prevedono anche la riqualificazione di semplici corridoi di passaggio nelle aule, le risorse sono rigidamente ripartite, in modo da ottenere equilibrio nel progetto.

Le ripartizioni sono le seguenti:

  • il 10% dei fondi destinato alle spese di natura tecnico operativa;
  • altro 10% per piccoli interventi di riqualificazione;
  • il 20% per gli arredi interni;
  • la parte più consistente, il 60%, da utilizzare per l’acquisto delle strumentazioni digitali.

La creazione di ambienti di apprendimento ibridi viene contemplata anche dal Piano di ripresa e resilienza, per una didattica più tesa alle esigenze pedagogiche del futuro. Nella foto, ragazzi che studiano in una biblioteca virtuale.

Creare ambienti di apprendimento ibridi? Il motivo

L’esigenza di spazi di apprendimento disegnati per le professioni digitali del futuro non è una cosa nuova e non è stato il Piano nazionale di ripresa e resilienza a lanciarli.

Prima di allora, infatti, queste istanze erano rappresentate da programmi come il Piano Nazionale della scuola digitale e da altri progetti europei.

L’impulso veniva da una società e da un mercato del lavoro sempre più in mutamento, travolti da grandi trasformazioni tecnologiche e digitali.

In particolare:

  • l’affermarsi di settori professionali dove è richiesta una preparazione tecnica notevole;
  • la vita sempre più smart e connessa con le nuove tecnologie.

Il covid, poi, ha dato la spinta definitiva a queste istanze di rinnovamento, rendendo obbligatorio l’utilizzo di strumenti digitali in senso pedagogico.

Creare ambienti di apprendimento ibridi: come fare?

Ma come avviene la riqualificazione degli spazi pedagogici nel contesto della scuola 4.0?

A essere premiati sono gli ambienti modulari: arredi dotati di una certa versatilità e mobilità, pannelli, banchi leggeri e spazi aperti, che possono essere adattati alle esigenze pedagogiche del momento.

Le scuole vanno configurate rapidamente e in modalità creative ed estemporanee, in modo da ottenere l’ambiente più adatto alle varie metodologie didattiche.

In questo caso, possono essere realizzate aule con scenari multimediali e universi di realtà aumentata, ma anche aree spaziose dedicate a momenti di agorà e discussione, in modo da incoraggiare cooperazione, brainstorming e pensiero laterale, tutte abilità previste nel nuovo mercato del lavoro.

Non dimentichiamo che gli scenari ibridi nascono per adattare l’aula alla metodologia didattica più appropriata a quella circostanza, e non il contrario.

Apprendimenti ibridi e learning by doing

In particolare, il modello teorico su cui si basa tutta l’architettura degli ambienti d’apprendimento ibridi è quello del learning by doing.

Una filosofia promossa sin dall’antichità, dove, insieme alla componente teorica, viene data importanza all’esercitazione pratica.

Sono molti i teorici della pedagogia che esaltano il coinvolgimento di tutti i sensi come unica strada possibile per un apprendimento completo.

Stimolare il senso pratico del discente, infatti, non solo sostanzia l’apprendimento teorico, facendolo arrivare in modo più profondo, ma incoraggia tutte quelle abilità fondamentali nel mondo del lavoro di Oggi.

In particolare, il problem solving e la capacità di cooperazione.

La didattica laboratoriale

Tuttavia, pur essendo queste ultime competenze molto importanti nel mercato del lavoro, rimangono pur sempre soft skill.

La traduzione concreta della filosofia del learning by doing è, infatti, la didattica laboratoriale.

La possibilità di testare sul campo le conoscenze acquisite teoricamente con la riproduzione dei meccanismi studiati.

Questo percorso d’apprendimento assume un’importanza significativa, se si considera che il lavoro di oggi premia soprattutto la conoscenza di tipo tecnico.

Le aule ibride ricoprono un'importanza fondamentale per la formazione del futuro, tanto da essere considerate di importanza centrale anche dal PNRR. Nella foto, un ragazzo che fa pratica in un'aula laboratoriale.

Didattica laboratoriale per una conoscenza sempre più tecnica

È proprio nelle materie tecniche che la didattica laboratoriale rivela le sue potenzialità.

Ormai la tecnologia invade ogni settore della nostra società: la connessione fra dispositivi, processi di automazione sofisticati dei processi industriali e il controllo numerico, rendono necessario un sapere sempre più pratico e specialistico.

Pensiamo poi a tutti quei settori nuovi e in espansione, nati a seguito di grandi trasformazioni sociali e tecnologici:

  • microcomputer
  • efficientamento energetico
  • nanotecnologie
  • gestione edifici
  • meccatronica
  • fluidotecnica

I laboratori Mekhan

Mekhan offre supporto nella progettazione di spazi laboratoriali in diverse discipline

Questo sia con spazi laboratoriali progettati in modo personalizzato dai nostri ingegneri che con apparecchiature all’avanguardia col marchio Lucas Nulle.

Unitrain ed Elotrain della Lucas Nulle sono apparecchiature console da connettere al pc, con integrazioni hardware per laboratori completi.

La formazione offerta si rivolge a settori molto tecnici e all’avanguardia come le Macchine utensili a controllo numerico.

Fondamentale l’apprendimento della configurazione del Codice G, linguaggio di programmazione per il comando delle macchine a controllo numerico, che avviene con esercitazioni pratiche tramite diverse apparecchiature:

  • Eolo Alpha, piccolo tornio didattico CNC per fare pratica, che presenta caratteristiche identiche a macchine utensili professionali;
  • simulatore Smart CNC per un’esperienza concreta nella programmazione con un interfaccia reale, perfetto per le attività di tornitura e fresatura;
  • software CAD/CAM, in grado di simulare una qualunque macchina CNC.

Supporto laboratoriale completo da Mekhan

Mekhan, inoltre, offre sostegno in tutta la parte relativa alla progettazione e la messa a punto dello spazio laboratoriale per macchine utensili verso le scuole e gli enti di formazione interessati.

Il supporto si svolge in tre step:

  • sopralluogo e definizione delle apparecchiature laboratoriali più consone;
  • trasporto e installazione delle macchine;
  • assistenza per tutte le apparecchiature installate.

Attivi nel settore dell’insegnamento da oltre 10 anni. Entra pure nei nostri laboratori per farti un’idea 😉