PNRR: fondi europei per la didattica laboratoriale

Ormai è da un po’ che si sente parlare di scuola 4.0.

Modelli didattici tradizionali vengono rimodulati sulla base di un concetto di insegnamento innovativo, attento alle nuove tecnologie e alle professioni digitali del futuro.

Proprio in questo senso, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) giunge in soccorso al miglioramento dell’esperienza formativa attraverso la didattica laboratoriale.

Questo con fondi destinati al potenziamento degli ambienti scolastici e alla creazione di un contesto didattico interattivo e all’avanguardia.

Un programma rivolto non solo all’innalzamento dell’esperienza didattica, con un’attenzione verso le materie stem fomentata dall’avvento delle AI, ma anche alle esigenze delle nuove generazioni.

Gli studenti di oggi hanno bisogni di apprendimento diversi, e mostrano la necessità di inediti canali di comunicazione.

Gli strumenti offerti da Mekhan, in collaborazione con la Lucas Nulle, offrono supporto soprattutto nel potenziamento dei percorsi didattici da un punto di vista laboratoriale.

PNRR in favore della didattica laboratoriale

La linea di investimento 3.2, all’interno del PNRR, dedica una cifra di 2,1 miliardi alla trasformazione degli spazi scolastici per l’apprendimento delle professioni del futuro.

Sono i decreti del Ministro dell’istruzione n° 161 14 giugno 2022, e il218 dell’8 agosto 2022, a istituire formalmente questo percorso di innovazione dell’ambiente di apprendimento, ripartendo le risorse fra le varie istituzioni scolastiche.

È stata poi istituita una piattaforma destinata alle varie proposte progettuali, oltre a incentivi per l’acquisto delle apparecchiature laboratoriali.

Le scelte circa l’implementazione dello spazio didattico dipendono essenzialmente dalle peculiarità del progetto e dalle particolari esigenze didattiche dei discenti e dell’ente di formazione coinvolto.

L’idea di formazione incoraggiata da Mekham si basa tutta sul concetto del learning by doing: un modello di formazione dove viene data particolare importanza alla componente pratica.

Didattica laboratoriale e scuola 4.0: la rivoluzione del concetto di spazio

Tutto parte dallo spazio.

L’idea di spazio ha sempre rivestito particolare importanza nell’ambito dell’esperienza pedagogica.

Spazio inteso non in senso prettamente fisico, ma come ambiente dinamico in cui avviene il processo di formazione.

La concezione di uno spazio rettangolare, con banchi disposti di fronte alla cattedra in una formazione a blocchi, è un modello di organizzazione dell’ambiente scolastico statico e decisamente superato.

A far sì che maturasse una nuova idea in merito alla sua gestione non sono state solo le istanze di cambiamento maturate dall’arrivo delle nuove tecnologie, ma anche le suggestioni di pensatori illuminati e decisamente avanti col tempo.

Il PNRR offre un valido aiuto a tutti quegli istituti ed enti di formazione che vogliano investire sulla didattica laboratoriale. Questo attraverso incentivi e agevolazioni all'acquisto di macchinari. Nella foto, giovani studenti in una biblioteca multimediale.

Lo spazio pedagogico

In tal senso, è utile ricordare l’interpretazione della pedagoga Maria Montessori dello spazio come “maestro” dell’esperienza di apprendimento, e di Loris Malaguzzi che lo considerava invece un “terzo educatore”.

Lo spazio pedagogico, infatti, non è da intendersi alla stregua di un luogo vuoto e asettico, bensì come un ambiente dinamico, pieno di stimoli e suggestioni che influenzano, a loro volta, l’insegnamento.

In pratica, un vero e proprio ecosistema di apprendimento dove le nuove tecnologie possono aiutare a favorire un’esperienza pedagogica immersiva, capace di formare rispetto alle professioni del futuro.

Le varie concezioni di spazio

Nuovi strumenti di apprendimento modellano lo spazio nella maniera più consona e appropriata al progetto didattico e all’intento padagogico del formatore.

In tal senso, l’ambiente didattico è stato plasmato nei modi più originali e fantasiosi per garantire l’esperienza formativa più adeguata.

Si possono osservare, in questo senso:

  • Spazi minimali e funzionali, basati sull’essenzialità;

  • Ambienti open space, con banchi ribaltabili, per garantire un insegnamento più dinamico, orientato al Role play, discussioni di gruppo e brainstorming;

  • Ambienti immersivi, con strumenti che offrono diversi stimoli sensoriali, garantendo, servendosi di software e apparecchiature tecnologiche, percorsi di apprendimento a 360°;

  • Ambienti modulari, con banchi di forma circolare, ognuno di questi con computer o strumenti laboratoriali integrati, che creano delle vere e proprie isole di lavoro.

PNRR e la didattica laboratoriale di Mekhan

Isole di lavoro e strumenti laboratoriali sono proprio le basi su cui si fonda la formazione di Mekhan, con la strumentazione offerta dalla Lucas Nulle.

Sulla base di ciò che sosteneva Aristotele -si impara più con l’esperienza- Mekhan aiuta scuole, università e vari enti di formazione nella progettazione di un laboratorio didattico improntato proprio sull’imparare facendo.

Grazie a un team di ingegneri specializzati, strumenti laboratoriali vengono customizzati e preparati su misura delle richieste del cliente.

Per lo studio delle materie stem è previsto l’utilizzo di impianti su misura per verificare dinamiche e funzionamento tecnico.

Se sei un ente di formazione, approfitta dunque delle agevolazioni del PNRR e progetta un ambiente di formazione fondato sulla didattica laboratoriale.

Tutti insieme possiamo formare i tecnici del futuro.

Strumenti didattici Mekhan

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