Differenze fra ingegneria elettrica ed elettronica: studi e sbocchi lavorativi
Ingegneria elettrica e ingegneria elettronica, nella cultura popolare, sono termini che tendono spesso a essere confusi e scambiati.
In verità, vanno a tratteggiare due diversi ambiti disciplinari che, sebbene legati entrambi alla gestione dell’energia elettrica, mostrano sottili sfumature dal punto di vista metodologico e delle tecnologie applicate.
Mentre la prima si occupa direttamente della generazione e la distribuzione dell’energia nei sistemi elettrici, la seconda è più concentrata sullo sviluppo dei circuiti elettronici presenti nei dispositivi.
Da tempo attiva nel settore della formazione, Mekhan offre attrezzature didattiche per formarsi in diverse materie stem, fra cui ingegneria elettrica ed elettronica, con una prospettiva didattica basata sul learning by doing.
Per esigenze particolari, Mekhan progetta laboratori didattici customizzati con attrezzature a marchio proprio, LN e GUNT per una formazione laboratoriale.
La didattica Mekhan considera l’ingegneria elettrica e l’ingegneria elettronica una base per le professioni del futuro: soprattutto nei settori tecnologici e delle energie rinnovabili.
Ma vediamo, in questo articolo, quali sono le differenze fra ingegneria elettrica ed elettronica, come formarsi e tutti gli sbocchi professionali di queste due discipline.
Ingegneria elettrica o ingegneria elettronica? Quale scegliere? Il dilemma degli studenti

Mekhan ha già affrontato nel suo blog curiosità legate al mondo dell’ingegneria e le distinzioni fra le varie branche di questa disciplina. In particolare: differenza fra ingegneria aerospaziale e aerodinamica, le applicazioni dell’ingegneria meccanica nell’industria.
Tuttavia, la scelta fra ingegneria elettrica ed elettronica è quella che tormenta più di frequente gli aspiranti professionisti di questi settori.
Non soltanto perché la differenza è sottile; ma anche perché, sia l’una che l’altra rappresentano realtà dell’ingegneria che incidono in modo pregnante sulla quotidianità e sul nostro futuro tecnologico, mostrando connessioni con settori in espansione e avanguardistici come le energie rinnovabili e l’intelligenza artificiale.
Vediamo di capirne di più, così da risolvere anche l’annosa questione degli studenti su cosa scegliere fra ingegneria elettrica e ingegneria elettronica.
Ingegneria elettrica ed elettronica: qual è la differenza?
La distinzione principale fra energia elettrica ed elettronica corre a livello di applicazioni.
Il percorso di formazione, invece, è molto simile: si concentra su materie scientifiche tradizionali -matematica, fisica e chimica- e altre più specifiche come teoria dei circuiti ed elettromagnetismo.
Rispetto alle applicazioni possiamo ritagliare, nello specifico:
- l’ingegneria elettrica si occupa della progettazione, l’implementazione e la manutenzione di
sistemi che impiegano l’energia elettrica come fonte primaria; - l’ingegneria elettronica, invece, si occupa della messa a punto di circuiti elettronici che
rispondono a stimoli ed elaborano segnali e informazioni.
In sintesi, possiamo dire che a fronte di un percorso di studi abbastanza simile, se non per qualche
sottilissima differenza, il campo d’applicazione dell’ingegneria elettrica è la gestione e la trasmissione dell’elettricità su larga scala; quello dell’ingegneria elettronica è il miglioramento e la progettazione delle apparecchiature elettroniche che migliorano la vita quotidiana e la rendono più pratica.
Ingegneria elettronica ed elettrica: il percorso di studi
Ingegneria elettrica e ingegneria elettronica prevedono entrambe percorsi di studi scientifici e approfonditi.
I primi anni sono dedicati all’insegnamento delle classiche materie stem, considerate le basi per comprendere i principi fondamentali dell’ingegneria.
È la matematica a coprire un posto di rilievo: sia gli ingeneri elettrici che quelli elettronici devono essere in grado di risolvere questioni numeriche complesse, legate allo sviluppo e all’implementazione di sistemi elettrici ed elettronici.
Negli anni successivi, seguono materie più specialistiche. Le più importanti sono
- elettromagnetismo, che studia il modo in cui i campi elettrici e magnetici interagiscono con i vari materiali;
- sistemi di controllo, fondamentale per capire la progettazione e l’implementazione di dispositivi per regolare e monitorare il funzionamento di macchine che funzionano elettricamente;
- elettronica di potenza, per studiare come convertire l’energia elettrica in sistemi di potenza;
- teoria dei circuiti, che insegna a progettare circuiti elettrici come induttori, resistori e condensatori.
I corsi in ingegneria elettrica ed elettronica prevedono anche una parte laboratoriale per trovare un’applicazione concreta ai principi studiati.
Macchinari di questo tipo, che riproducono il funzionamento di macchine elettriche industriali e ne consentono lo studio in totale sicurezza, è possibile trovarli nei laboratori Mekhan, progettati dai nostri ingegneri e sviluppati insieme ai nostri partner.
Cosa fa e di cosa si occupa un ingegnere elettrico? Gli sbocchi professionali

Abbiamo detto che un ingegnere elettrico è un professionista dell’erogazione e della distribuzione di energia nell’ambito di intere comunità.
Ma cosa fa un ingegnere elettrico?
Fra gli sbocchi professionali a cui ha accesso vi sono i seguenti.
- settore industriale: gestione dell’automazione dei flussi industriali attraverso la progettazione di sistemi di controllo, impianti elettrici, cobot e strumenti di manutenzione predittiva.
- energie rinnovabili: sviluppo di sistemi di conversione dell’energia elettrica da fonti pulite e naturali come i pannelli fotovoltaici e l’impianto eolico.
- telecomunicazioni: sviluppo di infrastrutture di comunicazione basate su tecnologie wireless e IOT.
- Logistica e trasporti: progettazione di sistemi di trasporto intelligenti che assicurano gli stessi ritmi di lavoro riducendo l’impatto ambientale.
Come la figura dell’ingegnere elettrico si collega al settore delle rinnovabili e dell’intelligenza artificiale?

L’ingegnere elettrico non lavora soltanto su grandi sistemi di diffusione dell’energia e nella progettazione di centrali e generatori.
La professione si dispiega da piccoli circuiti elettrici a grandi macchinari e trasformatori e prevede una conoscenza specifica delle regole di conversione e della gestione dei flussi energetici.
Questo implica che l’ingegnere elettrico rappresenti una figura di svolta nella transizione energetica, avendo tutte le conoscenze per promuovere e realizzare il passaggio da sistemi di energia tradizionali a quelli più green.
La domanda di figure fondamentali per questo passaggio è molto alta, un fatto che porta gli ingegneri a impegnarsi in ambiti come
- progettazione di reti elettriche intelligenti, dette anche smart grid, per ottimizzare l’erogazione dell’energia elettrica diminuendo gli sprechi;
- miglioramento di conversione di sistemi di energia rinnovabile come l’impianto eolico e le celle fotovoltaiche con la progettazione di reti di accumulatori;
- Ottimizzazione del funzionamento di macchinari che producono energia con un impatto ambientale ridotto, come le celle a combustibile;
- promozione dei trasporti green con lo sviluppo dei motori elettrici;
- promozione della nascita di comunità energetiche.
- Miglioramento dell’alimentazione di sistemi molto energivori come i data center dei motori
AI.
Con le conoscenze di cui dispone, un ingegnere elettrico può decidere anche di mettersi in proprio con una start up o un’impresa che promuova un’idea innovativa dal punto di vista della gestione e della distribuzione energetica.
Il lavoro dell’ingegnere elettronico: gli sbocchi professionali

Essendo esperto nello sviluppo e nell’ottimizzazione di microchip che alimentano il funzionamento
di dispositivi elettrici, anche l’ingegnere elettronico ha di fronte un’infinità di sbocchi professionali.
Dispositivi come smartphone, tablet, microcomputer e apparecchiature mediche e industriali sono ormai il cuore della nostra quotidianità e la domanda di esperti in grado di progettarli e ottimizzarli è sempre più crescente.
Ed è qui che l’ingegneria elettronica si lega in modo ancora più forte allo sviluppo tecnologico della nostra società. Se l’ingegnere elettrico è più una di figura di transizione da un sistema energetico tradizionale a uno sostenibile, quello elettronico è legato direttamente a discipline come la domotica e smart home, i sistemi IOT e le intelligenze artificiali, che sono il futuro della nostra società.
La carenza che si registra nel campo dei circuiti oggigiorno non è solo una questione di assenza di materie prime, ma anche di figure esperte vacanti.
Si fa più carriera con l’ingegneria elettrica o con l’ingegneria elettronica?
Meglio l’ingegneria elettrica o l’ingegneria elettronica per fare carriera?
Dipende da cosa si intende per carriera.
Se il fine è solo di guadagnare una posizione stabile con una retribuzione soddisfacente, meglio sicuramente la prima.
I dati Almalaurea dicono che gli ingegneri elettrici hanno stipendi più elevati rispetto a quelli di qualunque altra specializzazione ingegneristica.
La media, a cinque anni dalla laurea, è di 2.054 euro netti al mese: cifra destinata a salire con l’avanzare della carriera e della professionalità.
Tuttavia, se il percorso ambito prevede di cavalcare la rivoluzione AI e IOT, e di dare un contributo professionale in questa direzione, meglio optare per l’ingegneria elettronica.
Non che l’ingegneria elettrica non consenta di portare innovazione in settori collegati all’economia del futuro -si pensi a energie rinnovabili, robotica e trasporti green-, tuttavia l’ingegneria elettronica pare essere connessa in modo più diretto -a seconda delle prospettive anche limitato- alle professioni del futuro.

La didattica laboratoriale per formare in ingegneria elettrica ed elettronica
Gli ingegneri elettrici ed elettronici lavorano su sistemi che erogano energia a intere comunità e a macchinari che hanno un impatto significativo sulla nostra produzione e vita quotidiana.
Funzionamento e principi che regolano questi macchinari sono materia complessa, per la quale non è possibile diventare professionisti se ci si limita alla sola teoria.
Un impianto va analizzato in concreto, da vicino, così da sviluppare quell’intuito, quella manualità e quella capacità di problem solving tanto importanti per i professionisti di domani.
Mekhan, insieme ai suoi partner LN e GUNT mette a disposizione apparecchiature per formare in modo completo in queste e molte altre discipline:
- console portatili con integrazioni hardware laboratoriali come Unitrain ed Elotrain;
- modelli in miniatura di apparecchiature industriali che consentono di studiare i meccanismi di automazione e programmazione in sicurezza e a basso voltaggio;
- simulatori del funzionamento di Impianti fotovoltaici, eolici, celle a combustibile e sistemi di controllo industriale, come l’ET 255 Sistema energetico per l’energia solare ed eolica di GUNT.
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