ITS: La nuova frontiera della formazione professionale

A oggi, gli istituti tecnologici superiori -ITS- rappresentano quanto di meglio ci si possa attendere in termini di formazione di nuovi tecnici.

Figure necessarie nei settori più tecnologici e all’avanguardia del nostro mercato del lavoro.

Parliamo di una nuova frontiera della formazione professionale su cui i nostri governi non mancano ancora di lavorare.

Questo elaborando provvedimenti al fine di ampliare l’offerta formativa e sfornare nuove figure professionali che favoriscano la crescita economica del Paese.

Mekahn si dimostra molto attiva su questo fronte: mettendo a disposizione per gli ITS macchinari industriali e strumentazioni per la formazione professionale personalizzati dal nostro team di ingegneri sulla base delle esigenze didattiche dell’istituto.

Ma perché gli ITS divengono sempre più importanti nell’ambito della formazione professionale?

ITS: di cosa parliamo? Perché tanto importanti nella formazione professionale?

Originariamente l’acronimo li intendeva come istituti tecnici superiori; con la legge n. 99 del 15 luglio 2022, questo è cambiato in istituti tecnologici superiori (ITS Academy).

Definizione che vuole indicare il ruolo di questi istituti di formazione professionale nell’ambito della rivoluzione tecnologica che stiamo attraversando: evoluzione che investe, oggigiorno, tutto il mercato del lavoro.

Parliamo, in effetti, di scuole di specializzazione tecnica post diploma, istituti d’eccellenza che permettono di acquisire una qualifica tecnica superiore.

Titoli, in pratica, che costituiscono la base per la formazione delle figure professionali del futuro.

Proprio per questo, sono considerati centrali per una formazione professionale orientata sempre più a cavalcare i cambiamenti tecnologici degli ultimi tempi.

Il modello di formazione degli ITS

Per capire quale importanza rivestano gli ITS nella formazione professionale del futuro, è importante concentrarsi sulle aree di formazione incluse nella loro offerta didattica.

Parliamo, innanzitutto, di un tipo di formazione pratico, concreto: teso in modo preponderante a una didattica di tipo laboratoriale.

I docenti sono professionisti che arrivano prevalentemente dal mondo del del lavoro.

Per ogni semestre sono previsti obbligatoriamente momenti di didattica teorica, ma anche ore dedicate alla formazione pratica e laboratoriale.

Viene resa obbligatoria la presenza di tirocini che coprano almeno il 35% del monte ore complessivo.

L’esame finale prevede una prova di tipo teorico-pratica -il confronto su un tema scientifico, più alcuni quesiti- e una orale, con la presentazione di un progetto di lavoro.

I corsi possono essere biennali o triennali: quattro semestri e almeno 1.800 ore di formazione per i primi; sei semestri, con circa 3000 ore di formazione, per i secondi.

Le aree di formazione

Ancora più chiaro vi sarà il ruolo degli ITS nella formazione professionale analizzando le molteplici aree di formazione.

Queste riguardano settori altamente tecnologici e specializzanti, aree strategiche della formazione, che possono essere suddivise nel modo seguente:

  • mobilità sostenibile;

  • Efficientamento energetico;

  • nuove tecnologie della salute;

  • Tecnologie dell’informazione;

  • Strumenti tecnologici per i beni e le attività culturali e del turismo;

  • Made in Italy

Quest’ultima area formativa si suddivide, a sua volta, in delle microaree:

  • servizi alle imprese;

  • sistema agroalimentare;

  • sistema moda;

  • sistema meccanica;

  • sistema casa.

Gli ITS rappresentano l'ultima novità in ambito di formazione professionale, offrendo tutto ciò che serve per le nuove professioni del futuro. In questa foto, quattro ragazzi studiano i circuiti di funzionamento di un drone.

ITS: formazione professionale all’avanguardia

L’offerta formativa che arriva dagli ITS è molto innovativa e professionalizzante, con un occhio attento alle nuove tecnologie.

Viviamo in un’epoca destinata a vivere grandi sconvolgimenti nel mondo del lavoro: con l’ingresso delle nuove tecnologie, l’intelligenza artificiale, e politiche tese all’efficientamento energetico, il monitoraggio e il controllo sempre più efficiente e ottimale delle macchine industriali.

Una formazione di questo tipo si dimostra molto competitiva: adatta non solo a offrire gli strumenti per cavalcare la rivoluzione tecnologica, ma anche a ridurre la discrepanza fra domanda e offerta di lavoro, aspetto che danneggia soprattutto le piccole imprese.

Effetti positivi sulle PMI -che in Italia rappresentano gran parte del tessuto imprenditoriale- potrebbero determinare una significativa crescita del Paese.

Provvedimenti legislativi per ampliare l’offerta formativa

Proprio per questo, l’attenzione dei governi verso l’offerta formativa degli ITS è sempre più attenta ad ampliarne gli effetti.

Recenti gli interventi da parte della commissione cultura della Camera e del Senato volti a espandere le aree tecnologiche di insegnamento -dieci, quando prima erano sei- e a creare le condizioni per realizzare percorsi ibridi fra più ITS della stessa regione.

Il PNRR investe sulla nuova frontiera della formazione professionale: gli ITS

Particolare attenzione verso gli ITS è presente anche nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, che intuisce le enormi potenzialità di questi istituiti, e costituisce la più grande opportunità in termini di ampliamento degli spazi didattici e dell’offerta formativa.

Il potenziamento è rivolto soprattutto alla progettazione degli spazi laboratoriali con strumenti all’avanguardia basati su tecnologie 4.0: da adoperare sia in merito alle metodologie didattiche che all’ambito vero e proprio della formazione.

La quota investita

La quota investita nel potenziamento degli ITS è di 500.001.611.10.

Di questi, 450.001.611.10 sono rivolti a quegli istituti che, negli anni 2020/2021, abbiano avuto almeno un percorso di formazione in attivo -il 40% della quota dedicato alle regioni del Mezzogiorno, il 60% a quelle del Centro nord- e 50 milioni a quelle che nel 2022 attiveranno un corso.

Si discute se investire ancora di più, così da potenziare ulteriormente l’offerta didattica.

Il PNRR è visto, in effetti, come un un nuovo Piano Marshall, indispensabile per la crescita economica del Paese.

Guido Torrielli, attuale Presidente dell’Associazione Rete ITS Italia, dice ironicamente:

Quando andavo nelle fabbriche, ricordo di aver visto dei torni con sopra scritto Piano Marshall. Può darsi che negli anni in cui neanche ci sarò più ci sarà scritto PNRR negli ITS

Gli strumenti laboratoriali di Mekahn

Esattamente su questo modello laboratoriale di formazione si basa l’offerta di Mekahn: strumenti di formazione, customizzati da ingegneri qualificati, messi a disposizione di scuole, università e vari enti di formazione, per la progettazione di spazi didattici personalizzati.

La Mekhan è rivenditrice esclusiva di marchi leader mondiali della progettazione di dispositivi tecnologici all’avanguardia per la didattica laboratoriale.

Uno di questi è proprio la Lucas Nulle.

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